INF: Impostazioni di configurazione appropriate SQL Server 6.5

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Sommario

Per SQL Server configurazione informazioni su versioni di SQL Server successiva a SQL Server 6.5 vedere articolo della Microsoft Knowledge Base:
319942Procedura: Determinare impostazioni di configurazione appropriate di SQL Server
SQL Server Ŕ in grado di fornire prestazioni particolarmente elevate senza che ci˛ richieda un lavoro di configurazione particolarmente impegnativo. Ad esempio, reparto IS Microsoft dispone di un server SQL che supporta oltre 4.000 utenti concorrenti. Oltre alle impostazioni comuni, quali memoria, blocchi e connessioni utente, tale server utilizza per lo pi¨ le impostazioni di configurazione predefinite. garantendo ciononostante prestazioni estremamente elevate anche in computer dotati di processori standard. Questo elevato livello di prestazioni Ŕ infatti consentito dall'ottimo design del database e delle applicazioni pi¨ che dal lavoro di configurazione.

Per ulteriori informazioni sull'ottimizzazione delle prestazioni di SQL Server, fare clic sul numero dell'articolo della Microsoft Knowledge Base riportato di seguito:
110352Ottimizzazione delle prestazioni del Microsoft SQL Server
Quando si tenta di risolvere un problema di prestazioni, il grado di miglioramento ottenibile dalla messa a punto della configurazione Ŕ relativamente modesto, a meno che il sistema non sia ancora stato configurato correttamente. Tali impostazioni non dovrebbero essere modificate a meno che non esista una valida ragione e senza prima aver eseguito test metodici per verificare l'esigenza di tali modifiche e i vantaggi derivabili.

Se non configurate correttamente, alcune impostazioni potrebbero destabilizzare il server o causarne il malfunzionamento. Fatta eccezione per le ovvie modifiche di memoria, blocchi e connessioni utente, Ŕ importante prestare particolare attenzione prima di modificare le altre impostazioni, in modo particolare quelle avanzate. Non modificare tali impostazioni alla cieca assegnando valori sulla base di consigli generici forniti da articoli, white paper o consulenti, se le nuove impostazioni sono in conflitto con i consigli forniti dal Servizio Supporto Tecnico Clienti Microsoft.

Informazioni

Anni di esperienza nel supporto di centinaia di installazioni indicano che impostazioni di configurazione non corrette possono portare conseguenze innocue ma anche estremamente negative. In particolare le impostazioni riportate di seguito non dovrebbero essere modificate senza una precisa ragione. La loro modifica deve inoltre essere preceduta e seguita da verifiche metodiche delle prestazioni volte a valutare il grado di miglioramento ottenuto.
set working set size
SMP concurrency
priority boost
max worker threads
cache delle procedure
Altre impostazioni quali tempdb nella RAM, free buffers, leggere i parametri Avanti e max async I/O, devono anche non essere in modo casuale modificate senza una buona conoscenza dell'impatto, o senza test di obiettivi di prestazioni per verificare il vantaggio.

Di seguito vengono discussi nel dettaglio i parametri elencati e fornite alcune considerazioni in merito al loro utilizzo:

impostare le dimensioni del set di lavoro :

Questa impostazione assume come valore predefinito 0, che consente a Windows NT Server Virtual Memory Manager di determinare la dimensione del working set di SQL Server. Nella maggior parte delle condizioni, questa Ŕ l'impostazione corretta. Quando SQL Server viene installato, il programma di installazione seleziona automaticamente l'impostazione "Massimizza la portata per le applicazioni di rete" tra le proprietÓ dei servizi server nell'applet "Rete" del "Pannello di controllo". Questo fa sý che Windows NT Server Virtual Memory Manager debba svolgere ben poco lavoro di trimming del working set, riducendo cosý al minimo l'interferenza con il working set di SQL Server. Per questa ragione solitamente non Ŕ necessario sovrascrivere il valore predefinito dell'impostazione "set working set size". Se invece tale impostazione viene configurata a 1, all'avvio SQL Server utilizzerÓ l'API Win32 SetProcessWorkingSetSize() per definire in maniera pi¨ rigida il working set. Se in seguito la memoria di SQL Server risultasse sovraimpegnata, il sistema operativo sarebbe meno in grado di eseguire una compensazione e potrebbero insorgere errori del sistema operativo legati alla memoria.

Per ulteriori informazioni, fare clic sul numero dell'articolo della Microsoft Knowledge Base riportato di seguito:
110983Consigliato di SQL Server per configurazioni di memoria di NT
smp concurrency (solo 6.5) :

Questa impostazione assume come valore predefinito 0, che consente a SQL Server all'avvio di rilevare automaticamente il numero di processori utilizzandone n-1. In un computer SMP, questa impostazione consente anche di aumentare a 15 la prioritÓ di processo di SQL Server. Nella maggior parte dei casi si consiglia di utilizzare l'impostazione predefinita. Impostando infatti il valore -1 viene rimossa qualsiasi limitazione al numero di processori utilizzabili da SQL Server, il che in alcune condizioni pu˛ causare al sistema operativo una disponibilitÓ insufficiente delle CPU. Sintomi tipici vanno dagli errori di rete a una console che smette di rispondere. Il comando NET VIEW pu˛ essere terminato con un errore "network session was canceled". Altri processi eseguiti nel computer potrebbero smettere di rispondere a causa della disponibilitÓ insufficiente delle CPU. Questo pu˛ comprendere altri servizi, SQL Executive, programmi di backup, lavori batch e cosý via.

Nei server Compaq Proliant il driver di controllo ASR (Automatic Server Recovery) potrebbe disporre di CPU insufficiente, supponendo un errore del sistema operativo di Windows NT Server a seguito del quale il server Ŕ stato riavviato per il ripristino.

Il valore predefinito 0 dell'impostazione "smp concurrency" non spreca un processore, in quanto SQL Server richiama il sistema operativo per tutte le funzioni di rete, di I/O e di memoria. Quando il sistema operativo riceve frequenti chiamate, utilizza le risorse CPU e l'impostazione predefinita assicura che ottenga il tempo CPU necessario per soddisfare rapidamente le richieste di SQL Server. Di conseguenza utilizzando il valore predefinito per l'impostazione "smp concurrency" tutti i processori presenti in un sistema SQL Server molto occupato tenderanno a essere utilizzati. Non Ŕ pertanto necessario impostare "smp concurrency" a 1, 2 e cosý via.

Questo potrebbe sollevare la domanda di quando utilizzare il valore -1 per l'impostazione "smp concurrency" e del perchÚ sia consentito tale valore. In un carico OLTP "puro", dove lunghezze di percorsi di transazione siano rigidamente controllate, dove non sia consentita alcuna query di supporto alle decisioni o ad-hoc, dove il computer sia assolutamente dedicato a SQL Server, ovvero non venga utilizzata la console nÚ la condivisione dei file nÚ SQL Executive e cosý via, questa impostazione potrebbe fornire alcuni miglioramenti alle prestazioni con effetti collaterali minimi.

Tuttavia, se le caratteristiche del flusso di query indirizzate al server cambiano rispetto alla configurazione originale, Ŕ possibile che si verifichi un comportamento non corretto. Ad esempio, un sistema che sembra funzionare correttamente per un certo periodo di tempo potrebbero smettere improvvisamente di rispondere. Il debugging in questi casi pu˛ risultare complicato, in quanto il problema potrebbe presentarsi come un problema del sistema operativo.

Per ulteriori informazioni, fare clic sul numero dell'articolo della Microsoft Knowledge Base riportato di seguito riportato:
111405SQL Server e Windows NT thread pianificazione
priority boost : questa impostazione predefinita 0, che, SQL Server da eseguire con prioritÓ di processo 7 su un computer monoprocessore e (in genere) su 15 in un computer SMP

Si consiglia di utilizzare il valore predefinito nella maggior parte dei casi. Impostazione su 1 incrementa la prioritÓ del processo di SQL Server a 15 in un computer uniprocessore e a 24 in un computer SMP. Questo valore pu˛ determinare effetti simili a quelli ottenibili impostando il valore -1 per l'opzione "smp concurrency".

L'esperienza dimostra che nella maggior parte dei casi non Ŕ necessario aumentare la prioritÓ di processo per ottenere un miglioramento delle prestazioni. L'aumento della prioritÓ potrebbe inoltre interferire con il corretto funzionamento del server in alcune condizioni e pertanto va utilizzato solo in circostanze del tutto eccezionali,. Ad esempio questo livello pu˛ essere utilizzato durante l'analisi sulle prestazioni dal servizio supporto tecnico clienti Microsoft. Non si dovrebbe mai aumentare la prioritÓ solo sulla base di consigli generici contenuti in un white paper o forniti da un consulente. max worker threads : questa impostazione predefinita 255, che consente di fino a 255 thread di lavoro da creare. Consente di utilizzare l'impostazione predefinita di 255 nella maggior parte dei casi. Questo non significa che sarÓ possibile stabilire solo 255 connessioni utente. Infatti un sistema pu˛ supportare migliaia di connessioni utente, che tuttavia vengono ricondotte a 255 thread di lavoro, senza che nessun utente avverta ritardi o rallentamenti. In tali casi, potranno essere eseguite solo 255 query "concorrenti", che verranno a loro volta ricondotte al numero delle CPU disponibili, in modo che la natura concorrente venga solo percepita, indipendentemente dal numero di thread di lavoro configurati.

Quando viene stabilita una nuova connessione utente, viene creato un nuovo thread di lavoro, finchÚ non si raggiunge il limite dei thread di lavoro. In SQL Server 6.5, dopo un periodo di inattivitÓ, un thread di lavoro viene automaticamente chiuso. Configurare un numero elevato di thread di lavoro Ŕ solitamente controproducente e rallenta le prestazioni a causa dell'overhead di pianificazione e delle risorse. cache delle procedure :

In SQL Server 6.5, questa impostazione predefinita 30, che indica che per la cache delle procedure verranno prenotati i 30 percento dello spazio della cache di SQL Server. In un sistema con molta memoria, ad esempio almeno 256 MB, Ŕ possibile ridurre questa percentuale in modo da concedere pi¨ memoria per la cache del buffer. Si consiglia tuttavia di non ridurre troppo tale percentuale, ad esempio al 5%, nemmeno se il sistema utilizza poche stored procedure,. in quanto la cache delle stored procedure Ŕ un pool di memoria generale utilizzato per una serie di funzioni interne di allocazione del server e non solo per la memorizzazione delle stored procedure. Se infatti questo pool non disponesse di memoria sufficiente, sarebbe possibile ricevere messaggi di errore e potrebbe verificarsi un malfunzionamento del sistema. In SQL Server 6.5 Ŕ possibile monitorare l'utilizzo della cache delle stored procedure utilizzando Performance Monitor e decidere se ridurre il valore dell'impostazione "procedure cache".

In molti casi, la quantitÓ incrementale di cache del buffer liberata riducendo l'impostazione della cache di routine non viene applicata appreciably la frequenza di riscontri cache del buffer, che si trova in genere relativamente condivise tra piccole modifiche (percentage-wise) nella dimensione della cache.

ProprietÓ

Identificativo articolo: 166967 - Ultima modifica: sabato 1 febbraio 2014 - Revisione: 4.0
Le informazioni in questo articolo si applicano a:
  • Microsoft SQL Server 6.5 Standard Edition
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